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Il complesso monumentale di carattere spiccatamente arabo, sorge su una privilegiata posizione orografica, crocevia naturale dei percorsi interni della Sicilia occidentale; ai suoi piedi si incrociano gli antichi percorsi che da Palermo conducono a Marsala, e da Mazara del Vallo a Trapani. Interessante per la datazione dell’opera è l’incisione "I. C. N. C. R. I." -I(esus) C(ristus) N(azarenus) C(rucifixus) R(ex) I(udeorum)-, posta sulla faccia esterna dell’architrave della finestrella della torre cilindrica, che colloca l’edificazione del Castello dopo la sottomissione degli Arabi da parte dei Normanni nel 1070. I caratteri stilistici arabi della costruzione, fanno comunque supporre che i Normanni conquistatori si avvalsero delle maestranze arabe per la costruzione del castello. L’arco a sesto acuto, il notevole spessore murario, l’impianto tendenzialmente regolare e simmetrico, le volte a crociera con chiavi scultoree e costoloni modanati, le coperture dei vani con volte ad ombrello, la commistione geometrica del poligono-cerchio e nel caso specifico ottagono-cerchio, rappresentano tutti elementi caratterizzanti i castelli federiciani di Sicilia. Nel corso dei secoli il Castello di Salemi, è stato adibito agli usi più disparati: da vera e propria inespugnabile cittadella (secc. XII-XVI) a semplice punto di osservazione e di avvistamento (secc. XV-XVI); da deposito di paglia ed attrezzature agricole (secc. XVII-XIX) a sede della Biblioteca Comunale (1934-1968). Nel 1968 le strutture del castello furono gravemente danneggiate dal terremoto. Oggi dopo una lunga opera di restauro, è perfettamente fruibile.